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February 15 Rompete le righe! Prendo congedo dai silenziosi lettori di questo blog, amici e semplici conoscenti che mi hanno fatto compagnia in questi quasi tre anni di vita.
Questo non vuol dire che la mia vita sul web sia finita, anzi. Semplicemente il tempo di QUESTO blog è finito.
Ci rivedremo presto su un altro spazio.
Un bacio a tutti, ma soprattutto un sincero grazie
Sara
January 07 Facciamo che... Da piccola io e mia cugina facevamo sempre il gioco del "Facciamo che". Facciamo che io sono Jo, tu sei Meg e Marta è Amy. Facciamo che io sono Sailor Moon e tu sei Sailor Mars. Facciamo che siamo delle principesse. Facciamo che tu sei Lady Oscar e io Maria Antonietta (un po' paraventa, la mia cuginetta!).
Il problema è che da grandi, quel gioco io continuo a farlo. Facciamo che in questa stanza piena di persone io sia perfettamente a mio agio. Facciamo che tra questi ragazzi tutti iper realizzati alla tenera età di 24 anni io sia realizzata quanto loro.
Facciamo che mi senta totalmente appagata dalla loro mediocrità. E dalla mia. Facciamo che sei una persona molto sicura di te stessa.
E se per una volta il gioco fosse la realtà?
Facciamo che siamo noi che fingiamo di essere noi. Facciamo che sei tu, che ti guardi allo specchio e dici a quell'estranea che ha la tua faccia che la trovi bellissima e interessante. Facciamo che siamo ragazzi di oggi che hanno studiato e lavorato sempre molto duramente. Facciamo che non riduciamo le nostre esperienze sessuali al succo della vita.
Facciamo che guardiamo in faccia la realtà per quello che è. Che per un momento lasciamo da parte le nostre convulse aspirazioni. Facciamo che per una volta le nostre paure siano legittime.
Facciamo che i dubbi siano domande da coccolare.
Facciamo che tiri fuori quel poco di amore che hai per te stessa. Facciamo che non ti vergogni di notare, che sì, in effetti ci sono dei giorni in cui ti senti molto orgogliosa di te, e che vorresti esprimere il grande amore che hai per le persone che ti circondano senza essere fraintesa, perchè certi sentimenti sono talmente grandi e puri da non dover andare in nessuna direzione, da non avere necessariamente una meta.
Facciamo che parlo un poco di me stessa a chi mi ama. December 31 Butta il vecchio, tira fuori il nuovoCaspita, Babbo Gates ha deciso di regalare a tutti i suoi utenti un nuovo aggiornamento di Windows Live Messenger. Adesso siamo dotati di Windows writer per scrivere più agevolmente sul blog... E CHE DIAVOLO ME NE FACCIO SE FUNZIONA MALE? Se ogni volta che premo invio per andare a capo vado a finire in una pagina vuota, se punto prima su una riga e mi ritrvo a scrivere dieci righe più in su?
Preferisco scrivere alla vecchia maniera, che, seppur macchinosa, continua a darmi soddisfazioni.
Veniamo a noi.
E' un tempo insolitamente lungo che non scrivo. Nel frattempo Benazhir Butto è morta (pare che siano stati i marziani a farla fuori secondo l'autorevole voce si Musharaf), tutti e 7 quei poveri operai sono deceduti ad uno ad uno (ma dei responsabili non se ne parla neanche sotto tortura), Contrada o chi per lui ha chiesto la grazia (poteva forse mancare il solito testa di cavolo che si fa i cavoli suoi nel moemento meno opportuno della storia del Paese?), Dini ha minacciato il governo, forte dei suoi due senatori ... eh, le premesse per un buon 2008 ci sono tutte.
Sono indietro con l'ultimo esame del Master, indietro con il programma per l'Albania, indietro con la tesi, sono lasciata indietro da una persona di mia conoscenza, non ho la benchè minima idea di cosa fare dopo aver terminato gli studi. Eh sì, l'arrivo del nuovo anno premette benissimo.
Inizio così con il ricordarmi le buone cose dell'anno passato: la mia esperienza a teatro e il gruppo degli spartani; Bologna, il Master e gli amici di lassù; il Messico e l'India; l'essermi perduta e poi ritrovata; l'aver rischiato e l'aver saputo perdere; i tre chili che ho perso, i capelli lunghissimi che ho coraggiosamente tagliato; l'orgoglio di decidere io quando gettare un ponte per l'altra parte.
Sono mete di tutto rispetto.
Per quanto riguarda il nuovo anno, ecco quello che mi riprometto di fare:
Ma soprattutto, mettermi seriamente in testa che sono io, ed io sola che decido per me, e che non è ancora troppo tardi.
E adesso vado seriamente a studiare, per passare la serata di fine anno senza sensi di colpa per non aver fatto il mio dovere.
December 21 L'insostenibile leggerezza della Follia
Il mio cervello sta ospitando Barry White che canta tutto sornione. E istintivamente il mio corpo scatta in avanti, impegnato in una coreografia non ben precisata. Sta succendendo qualcosa di strano, stranissimo. Forse il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina che ho nascosto così bene in questi anni hanno deciso di farsi avanti. Marmellata sul naso; un buon-non - compleanno. Insomma questi allegri nonsense mi hanno sempre affascinato, fin da bambina. E allora che fare? Niente. Chi se ne frega. Erasmo da Rotterdam ci ha scritto pure una bellissima opera filosofica a proposito. E chi sono io per contraddire Erasmo da Rotterdam? Non mi permetterei mai, appunto. Nella vita ci vuole leggerezza. Per ora, sto abbastanza bene così. In futuro si vedrà. Chiederò a Erasmo. December 17 Hai voluto l'empowerment? E adesso te lo tieni!E' passata. L'ultima sessione del Master è passata. Ci si vede all'esame finale, ci si vede dopo l'Albania, ci si vede alla discussione della tesi. E' lecito essere un pochino malinconica? Maledetti bolognesi, avete giocato sporco, e adesso che avrei voglia di farmi due grasse risate con voi, ognuno se ne va per i fatti propri. I mercatini atigianali di Natale; l'alberone in p.zza del Nettuno; le due Torri bardate a festa. Mentre passeggiavo in attesa di andare alla stazione, mi sono voltata con gratitudine verso via dell'Indipendenza. Ho dato a questa esperienza un anno e passa della mia vita, vissuto pericolosamente, sempre in bilico tra tensioni interiori, esplosioni, entusiasmi, disillusioni. E' stato qui che si sono spezzati molti fili. Non posso che esserne grata. December 10 Più libri, più liberi Ho cambiato sfondo e colonna sonora per stare al passo con questi tempi che così disumanamente avanzano senza chiederti se tu hai qualcosa da dire in merito.
Gli ultimi giorni sono stati interessanti.
Avevo decidere di postare qualcosa sulla fiera della piccola e media editoria qui a Roma (per gli amici detta anche "il paese dei Balocchi"), ma mi rendo conto che avrei dovuto cogliere l'attimo e farlo subito, per imprimere meglio tutto. Adesso che è finita non ci riesco. Un vero peccato, perchè la fiera mi ha tirato parecchio su, senza contare che ho trovato delle vere perle di libri. I libri mi tirano sempre su. C'è gente che per sentirsi meglio fa shopping sfrenato e compra scarpe, borse e vestiti. Io compro libri. Non sto scherzando: comprare libri, o semplicemente curiosare in libreria, nelle bancarelle, o negli stand della fiera come in questo caso, ha un potere terapeutico. A rigor di cronaca va anche specificato che li leggo tutti quanti, alcuni più di una volta.
Ecco quindi che tre giorni di fiera sono riusciti nel faticoso intento di farmi scordare la mia situazione di precaria. Precaria negli affetti (e si sapeva); nelle amicizie (purtroppo questo mi è apparso particolarmente chiaro dopo tre settimane che per forza di cose non sono andatata a teatro); ma, quel che è peggio in questo momento, anche nel lavoro e soprattutto, orribile dictu, nella tesi (!!!!!!).
Sarà strano, ma quello dei libri è stato sempre un mondo in cui mi sono sempre sentita a mio agio. Attraverso un libro posso veicolarmi ad altre persone senza filtri, senza maschere. Le relazioni che passano per i libri non mi stancano, anzi mi stimolano ad andare sempre più a fondo.
November 27 Aria di Francesca Il motivo ricorrente di questi giorni è il V Canto dell' Inferno di Dante, il celeberrimo passo di Francesca e Paolo.
Ho ripescato per puro caso il libro dell'inferno mentre rimettevo a posto i libri in camera. Come succede nei film, il suddetto libro mi è caduto esattamente alla pagina in cui la donna gentile esordisce "O animal grazioso e benigno...", e inevitabilmente sono stata risucchiata dalle parole.
Benigni terrà una lezione di Dante proprio sul V Canto dell'Inferno (se vi capita non perdetelo, l'ho visto a teatro ed un qualcosa di straordinario).
E infine, quando si dice la fortuna, tramite canali esclusivi (ma soprattutto impensati!) ho rimediato i biglietti dello spettacolo di Frisina sulla Divina Commedia, proprio quando ormai avevo rinunciato a cercarli.
E ancora una volta, durante la visione, come un pugno allo stomaco, al cuore e alla mente, Paolo e Francesca mi hanno preso. Di più, complici le musiche straordinarie, mi sono venute i brividi.
Ricordo ancora quando al liceo la Panascì, la nostra formidabile professoressa di lettere commentava che la figura dei due innamorati e la loro tragica vicenda era stata troppo idealizzata dalla critica dell' Ottocento, e che non era da avvalorare la tesi secondo cui Dante avrebbe avuto pietà dei due adulteri, poichè i due erano, appunto, adulteri: sarebbe stato troppo chiedere ad un uomo del suo tempo di essere di così larghe vedute. I due erano codannati all' Inferno e lì sarebbero rimasti in eterno, punto, lo svenimento poteva essere spiegato non come manifestazione di pietà, bensì come un riconoscimento del fatto che tutti potremmo fare la fine dei due innamorati (uccisi perchè colti in flagrante).
No, non ci credo.
"L'uomo che cerca l'Amore", recita la didascalia dello spettacolo di Frisina.
Dante compie il suo viaggio nell'Aldilà e s'imbatte in amori sbagliati, perversi in un certo senso, gli stessi che lui, noi, proviamo ogni giorno ("Non avere pietà per loro, ma di te stesso").Ok, su questo sono d'accordo anche io. Ma l'amore è Amore, tanto più che dura oltre la morte, tanto più se spinge chi non ha più speranza a passare l'eternità abbracciati.Paolo e Francesca avrebbero potuto svolazzare da una parte e dall'altra divisi, e invece scelgono coscientemente di essere legati, di toccarsi, di abbracciarsi. Si cercano.
Credo che Dante abbia condannato l'amore di Paolo e Francesca solo perchè fosse adultero, ma che in fondo al cuore lo capisse bene, perchè sapeva che se fosse capitato a lui, avrebbe fatto la stessa cosa per la sua Beatrice. E' naturale, è umano.
Credo anche che, se fossi stata nei panni di Francesca, avrei rincorso il mio Amore. E sarei rimasta abbracciata a lui per l'Eternità, trascinata dal vento.
«O animal grazïoso e benigno che visitando vai per l'aere perso noi che tignemmo il mondo di sanguigno, 90 se fosse amico il re de l'universo, noi pregheremmo lui de la tua pace, poi c'hai pietà del nostro mal perverso. 93 Di quel che udire e che parlar vi piace, noi udiremo e parleremo a voi, mentre che 'l vento, come fa, ci tace. 96 Siede la terra dove nata fui su la marina dove 'l Po discende per aver pace co' seguaci sui. 99 Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. 102 Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona. 105 Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense». Queste parole da lor ci fuor porte. 108 Quand'io intesi quell'anime offense, china' il viso, e tanto il tenni basso, fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?». 111 Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso, quanti dolci pensier, quanto disio menò costoro al doloroso passo!». 114 Poi mi rivolsi a loro e parla' io, e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri a lagrimar mi fanno tristo e pio. 117 Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri, a che e come concedette amore che conosceste i dubbiosi disiri?». 120 E quella a me: «Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore. 123 Ma s'a conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto, dirò come colui che piange e dice. 126 Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. 129 Per più fïate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. 132 Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, 135 la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante». 138 Mentre che l'uno spirto questo disse, l'altro piangëa; sì che di pietade io venni men così com'io morisse. 141 E caddi come corpo morto cade. November 19 Riflessioni estemporanee in giro per la città Il mio animo cosmopolita per molto tempo mi ha portato ad ignorare la nostra amatissima capitale. Uno sbaglio imperdonabile, chiedo venia a tutti i puristi del turismo nostrano.
Imperdonabile perchè per quanto possa girare è qui a Roma che sono le mie radici. Va bene, mio padre è originario di Siena e la famiglia di mia madre è marchigiana trapiantata a Roma, ma io sono nata a cresciuta qui; frequento romani, tifo la Roma (più o meno); alcuni miei modi dire sono prettamente romani 8me ne accorgo quando sono su a Bologna); non avrò l'accento trasteverino, ma mangio i saltimbocca con una certa frequenza e voracità (ma non i carciofi alla giudia e le code alla vaccinara). Tutto questo insomma per dire che la mia vita quotidiana è Roma. Roma nel traffico, Roma con i suoi secchi e tombini dipinti di giallo e rosso, Roma che quando piove si allaga come neanche se fosse sceso il diluvio universale; la Roma degli insensati varchi ZTL, dei barconi sul Tevere, delle basiliche sacre, la Roma papalina e quella umbertina. La Roma della Notte Bianca, che accoglie nelle sue strade milioni di persone; la Roma del Colosseo, della gente che sale sugli autobus dalle porte centrali; la Roma del superWalter.
Forse è la quotidianità a spingermi a darla per scontata. Forse sono stati i miei studi. Forse sono stati gli interminabili pomeriggi di sabato passati a seguire mio padre quando ero piccola. Chi lo sa.
Ma oggi e sabato, mentre andavo in giro a zonzo, con la voglia di farmi trasportare dal caso e basta,senza una meta, ho riscoperto Roma. E dirò di più: mi sono follemente innamorata del centro, delle meravigliose piccole viuzze che si nascondono e si perdono intorno al Pantheon, con i loro negozietti carichi di sorprese; dei venditori ambulanti che con materiale di reciclo ti fanno lì per lì una scultura carinissima e che si nascondono intorno a P.zza Campo dei Fiori; di via della Scrofa e della sua intremontabile città del sole.
Per quante città si possano girare nessuna è minimanete paragonabile alla nostra, c'è poca da fare.
Posso andare a New York, Gerusalemme e Parigi (mio sogno nel cassetto); posso girare il mondo in lungo e in largo, ma oggi ho pensato che è bello sapere che avrò sempre una città come questa nella quale ritornare. November 13 Ultime notizie In questi giorni in cui notizie confuse rimbalzano sulla mente altrettanto (se non di più) confusa dell'italiano medio, ho deciso di fermarmi. Stop alle ricriminazioni, stop alle critiche, stop alla bile che rischia di tracimare dal mio povero fegato indignato. Per chi non se ne sia accorto, e ora lo trovo estremamente difficile, riepiloghiamo.
Fatto: Enzo Biagi è morto, e con lui se ne va un'icona del giornalismo italiano, ingiustamente bistrattata negli ultimi 6 anni. Non è stato Berlusconi a cacciarlo dalla RAI. Gente come lui non si sporca le mani, e quando lo fa mente anche sull'evidenza (come del resto ha fatto in questo caso). Sono stati gli sgherri di Berlusconi, nelle persone di Agostino Saccà e Fabrizio Del Noce a farlo, e con tanto di raccomandata con ricevuta di ritorno. Supposizioni abbastanza vicine alla realtà: il padrone di Arcore aveva paura che l'italiano medio, appunto, a furia di sentire l'ex partigiano Biagi potesse diventare comunista, mangiare i bambini, e già che c'era cominciare a chiedersi chi fosse realmente Berlusconi e cosa avesse fatto in passato.
Fatto: Una donna romana, Francesca Reggiani, è aggredita, stuprata, derubata da un rumeno a Tor di Quinto, quartiere di Roma. La donna muore dopo un giorno di agonia. Super Walter Veltroni denuncia costernato davanti alle telecamere che "quello dei rumeni è un problema che da tempo affligge Roma". Come se lui negli ultimi 6 anni non fosse stato il primo cittadino della capitale, come se fosse capitato in città per sbaglio, magari perchè aveva perso una scommessa. E' l'inizio di una inquietante serie di pogrom ai danni di rom e rumeni (episodi che, a dire il vero, si erano verificati anche prima dell'aggressione. Adesso sono legittimati dall'ondata di emotività popolare e dal tacito avvallo delle forze dell'ordine). Governo e opposizione si rinfacciano le colpe, strumentalizzano la vicenda, ci vanno di mezzo anche gli immigrati che lavorano onestamente, quelli che, guardacaso, non si nascondono perchè non hanno nulla da nascondere. I Campi rom, una vergogna per ogni paese civile, vengono smantellati in fretta in furia (o almeno è quello che si vede alle telecamere, in realtà vengono spostati lontano da occhi indiscreti). E qualcuno si sveglia e improvvisamente realizza che quello che è successo (degrado, violenza, criminalità) è frutto di decenni di politiche sbagliate e lassiste. La sinistra radicale stranamente tace, e in genere è difficile fare stare zitta. Viene da chiedersi dove abbiano vissuto questi signori in tutto questo tempo. Certo non Italia, certo non a Roma, men che mai a Tor di Quinto.
Rimane solo una donna barbaramente assassinata, mentre altri decidono in che modo la sua morte può essere loro utile.
Fatto: Durante un presunto scontro tra tifosi, un noto Dj romano, tifoso laziale, viene colpito a morte da un colpo di pistola. Fatto: tentativi di insabbiamento, più evidenti dell'iceberg del Titanic. Prima il colpo è stato accidentale, poi non è un colpo, ma sono due, sparati in alto, poi ancora uno solo, ed è stato sparato in alto e l'altro no (non era evidente geni di C.S.I?), e adesso si scopre che il colpo assassino è stato sparato con la mano tesa. La verità è che andrà a finire come il G8. Carlo Giuliani docet, lo Stato i propri panni sporchi, se deve lavarli, lo fa in casa, mica sotto gli occhi dei cittadini che è incaricato di proteggere. Non sapremo mai cosa è realmente successo in quell'autogrill. Sappiamo però le conseguenze. Solite strumentalizzazioni, solite recriminazioni tra destra e sinistra.
Fatto: Un quartiere in pieno centro di Roma messo a ferro e a fuoco, neanche fossero le banlieue di Parigi. Distruzione limitata alla sede del Coni e ai commissariati di quartiere? Ma ci stiamo prendendo in giro? Storie di "poveri" poliziotti che colpiscono con la parte del manico dello sfollagente, quella che se ti prende in testa ti manda all'altro mondo per direttissima. Storie di "poveri" tifosi da sempre vessati dalle forze dell'ordine che hanno deciso di far sentire il loro disagio in maniera molto civile; voglio dire: più civile di così, abbiamo ricopiati gli europeissimi parigini...Storie di ordinari imbecilli.
Apparentemente tra le istituzioni non c'è nessuno che vuole seriamente veder punita tutta questa violenza. Si limitano tutti a deprecarla. E adesso parlano di terrorismo. E lo collegano alla morte del dj. Come dire "Noi sappiamo controllare i teppisti, ma questi erano terrosti usciti fuori a vendicare la morte del ragazzo, che potevamo farci?". E certo. Bel modo di mischiare le carte in tavola e di pararsi il culo. Bel modo di continuare a salvaguardare i propri interessi, mentre questi pazzi vanno in giro indisturbati per Roma, all'alba del giorno dopo.
...la verità è che non so più cosa dire, non so cosa pensare.
Forse non è stato tanto neutrale come esposizione dei fatti, ma direi che riassume perfettamente cosa sta succedendo a questo benedetto paese.
E noi, cosa vogliamo fare? November 07 Il ritorno dell'eroe Non posso nascondere il mio passato scolastico. Ebbene sì, sono sempre stata la prima della classe. Elementari, medie, liceo, università, sempre bei voti.
Nel tentativo di spezzare il cerchio, mia madre mi fece anche cambiare classe, sperando che altri professori avrebbero dimostrato al mondo intero che i loro esimi colleghi avevano preso una cantonata enorme sul mio conto. Ahimè, non andò come la mia povera genitrice aveva sperato. I miei voti non solo non calarono, ma vinsi anche il premio "Paideia" dell'istituto.
Ero una prima della classe simpatica, però. Giuro. Passavo sempre i compiti, e suggerivo alle interrogazioni, anche agli stronzi; non facevo mai pesare la mia cultura (che per gli standrd dell'età era di tutto rispetto, ve lo assicuro), non mi vantavo mai dei voti, e non facevo gare con quelle cui avevo, senza volerlo, soffiato la palma di prima della classe. Cercavo di essere gentile e simpatica con tutti, anche se la stragrande maggioranza delle volte avrei voluto prendere il mondo a badilate.
Poi l'università è finita, il mio bel 110 e lode l'ho preso e non c'è stato nient'altro da vincere (se non un contratto a tempo indeterminato nello staff di Ban ki Moon, ma datemi tempo e lo soppianterò), e quindi la mia ansia di fare è stata sublimata nei viaggi. E fin qui tutto bene, non ne sono uscita traumatizzata.
Finchè non ho iniziato un nuovo corso d'inglese, e il mio spirito di competizione si è di nuovo impennato come neanche il prezzo del petrolio avrebbe potuto fare.
Questa volta ho un'avversaria: si chiama Maria Vittoria, fa l'insegnante di chimica e la odio. E' l'incarnazione di ciò che al liceo mi sono ben guardata dall'essere, e cioè un'antipatica so-tutto-io. Appena mette piede nell'aula, con l'insegnante assente, si rivolge a me parlandomi in inglese "Good morning, Miss Sara". Miss Sara? MISS SARA?...e di lì continua imperterrita compiacendosi del suo perfetto accento oxfordiano, del fatto che riesce a umiliare i suoi partner nella conversazione a coppie, e che è ad un passo dal diventare vicepreside (se ovviamente prima non la fermiamo noi).
Cazzo, io sono venuta la corso per parlare in inglese, non per sentire le sue correzioni di pronuncia, o lei che dice all'insegnante che la persona che le sta accanto non è in grado intellettualmente di seguirla(anche perchè, detto ad una tenera vecchietta di 86 anni con un cervello fumante e pimpante, è decisamente fuori luogo)...e soprattutto non per mettere alla prova la mia abilità di killer specializzato in menopause.
Niente. Avevo rinunciato al mio passato da secchiona, ma a quanto pare l'umanità necessita ancora del mio intervento. November 05 Questa è Sparta Ho capito molte cose, durante questo week end.
Che corro, corro, corro in continuazione, ma lo faccio alla mia velocità. E che ho una brama incredibile di sbranare, ridurre a pezzi, di assaporare ogni istante della vita.
Che in fondo sono misantropa nell'animo perchè le relazioni interpersonali, quelle vere, mi stancano incredibilmente: ci vuole concentrazione.
Ho capito che nonostante questo ho bisogno di alcune persone.
Ho bisogno di Davide, perchè è l'unica persona per cui, senza retorica mi butterei nel fuoco; perchè è il mio "Padrino" e l'unica persona davanti al quale posso permettermi il lusso di essere fragile.
Ho bisogno di Marco che dica che viene a teatro perchè ci siamo io e Davide, anche se era sotto gli effetti dell'alcol (" 'mbriaco come 'na mmerda"!), e anche se probabilmente non ho capito nulla del contesto.
Ho bisogno di Diego e delle chiacchierate da macchina; ho bisogno delle sue confidenze ho bisogno della sua totale incondizionata fiducia
Ho bisogno che Silvia mi parli dell'amore, perchè solo quando lo fa lei io credo che sia possibile ricominiciare.
Ho bisogno di Gianni e delle sue fotografie dell'anima.
Di Emilio, perchè si sente solo e perchè non demorde. Di Diana che ci viene ad aprire la porta la mattina, quando è ancora mezza addormentata.
E ho un'immensa necessità di: bere ogni tanto, di un massaggio alla schiena (Diego-mani-di-fata), di costruire elmi spartani, di scovare trattorie tipiche a Norcia, di allontanare da me i cani (chiariamo questa cosa una volta per tutte: Orsetta era un cane puzzoso e paraculo!), di farmi annaffiare dalle cascate, di mangiare la carne con le mani (come una autentica spartana).
Ma soprattutto di "far uscire quello che ho dentro", e questa cosa è molto meno profonda e filosofica di quello che può sembrare, e la possono capire solo gli spartani che sono stati con me.
November 02 Considerazioni post Quadro Logico Oggi ho avuto un assaggio di quello che potrebbe essere un possibile sbocco professionale nel vasto e sempre più sconfinato mondo della cooperazione internazionale.
Ho svolto quello che pomposamente viene chiamato lavoro da "project manager", e ho capito, nell'ordine, 1): chi è questo benedetto project manager (ma non lo potevano chiamare progettista?, in fondo siamo in Italia), 2) che un progettista con le caratteristiche ingegneristiche richieste come in questo caso non voglio diventarlo mai. Al massimo una progettista sociale, che prende la compilazione del logical framework (per la gente comune Quadro Logico) come un simpatico gioco tipo sudoku.
Ma soprattutto ho realizzato che, anche se non per titoli, io sono un'educatrice nell'animo; un'educatrice che ama lavorare di fantasia per realizzare percorsi per i diritti umani, per la salute, per la pace... e che in fondo la scelta del master fatta guardando con un occhio il portafoglio è stata la più azzeccata.
Anche il lavoro al Vides mi piace molto. Mi occupo di marketing dei microprogetti, il che significa avere sempre poco tempo a disposizione, un numero assai esiguo di risorse e centocinquantamila buone idee in testa. Mi diverto, anche se i tempi sono stretti, anche se ogni volta che sono davanti ad un computer il cervello si disconnette, cade in un buco nero dal quale può tornare indietro solo se mi metto davanti ad un foglio bianco ed una penna nera.
Però sono fermamente convinta del fatto che un lavoro deve piacere infinitamente. Deve farti sorridere, mentre pensi che sei in ritardo e cerchi di concludere la tua relazione, o provi a chiudere ad effetto un paragrafo appena scritto.
Mi rendo conto che sono portata palesamente per tutte quelle attività dove c'è la comunicazione in qualsiasi forma , dove posso trsmettere quello che amo.
Quello che è sicuro che finirò ad Annozero da Santoro a imprecare contro questo o quel governo ladro per via dei contratti a dir poco vergognosi che hanno il coraggio di legalizzare, ma dubito fortemente che smetterò di fare quello che faccio.
In ogni caso ho dei progetti per il dopo master.
...Incrocio le dita; fatelo con e per me. October 31 Lo squalo mujahiddin Iraq. E' stato trovato uno squalo mentre risaliva la corrente di un fiume, a quasi 200 km dal mare. Pare che il pescatore che lo ha ritrovato abbia detto: "E' colpa degli americani" ( e posso ragionevolmente supporre che abbia scosso la testa per manifestare la sua disapprovazione).
...che ne so, non poteva essere colpa di una triglia che che gli ha dato l'indicazione sbagliata?
.
In ogni caso, il mondo, così come lo conosciamo, sta andando allo scatafascio. October 30 ...è una possibilità!Sto pensando seriamente di chiudere questo blog, di appendere la chiodo le mie velleità filantropiche che hanno fatto da padrone in questi 24 anni di vita e di fuggire in Messico, dove sulle spiagge dorate di Tijuana, Copacabana, Playa del Carmen, Vercruz mi darò al sole, al mare cristallino e ai massaggi paradisiaci che solo un messicano doc come Juan Pablo sa fare.Oppure potrei chiudermi in casa, staccare telefono e cellulare, tagliare i fili della connessione internet e darmi alla stesura definitiva del romanzo che porto in gestazione (sarà un elefante?) da quasi sei anni.Potrei partire per Parigi e lavorare come artista di strada, o meglio ancora , andare al seguito del clown Miloud. Cantare "amazing grace" continuando a pensare che la mia voce non è peggiorata.Andare in palestra a prendere a calci quel gay non dichiarato del mio istruttore solo perchè ha indossato ancora quegli improponibili fuseaux color pesca.Fare un corso intensivo di francese.Scrivere un finale per Beautiful (Brooke uccide Stephanie e castra Ridge).Rompere le scatole a Emiliano perchè mi faccia visitare in antemprima mondiale la sua garconnniere (non so come si scrive, ecco perchè devo imparare il francese).Ridere da sola come un'idiota nel bel mezzo di strada, finchè la pancia non mi farà male.Attaccare l'ennesimo adesivo su uno spazietto vuoto del vestro della mia camera.O forse, più semplicemente, mangiarmi una panna cotta e smettere di sognare che l'Iraq è un paese con dei serpenti spaventosi che mi vogliono mordere.October 23 I hate Baricco Per chi non lo sapesse o, fra quelli che mi conoscono, per chi non l'avesse mai sospettato:
C'è solo una cosa che odio più dei libri di Baricco,
e sono i film tratti dai suoi libri.
Perciò che nessuno cerchi di spacciarmi per una serata "intellettuale" un invito al cinema per vedere "Seta".
Potrei reagire con violenza. October 09 Mindfitness Vi siete mai chiesti perchè milioni di donne vanno in palestra?
Io ho una mia teoria in proposito. Il motivo non ha nulla a che fare con il benessere fisico, nè tantomeno con il mito, ormai abusato, del corpo scultoreo e perfetto.
Facciamocene una ragione. La stragrande maggioranza di noi donne viventi nei paesi occidentali sarà sempre troppo grassa (anche se, precisiamolo, tutto questo è frutto di un aberrante parto mentale del cervello delle suddette: in realtà stiamo benissimo, ma sta ancora meglio il livello della nostra scarsa autostima)...
Comunque, per farla breve, ieri sono andata in palestra, con l'idea di arrestare l'avanzata della ciccia sulle mie cosce. Sono entrata con una determinazione che era simile per metà a quella di un monaco zen, e per l'altra metà agli spartani delle Termopili. Ero pronta a brandire come se fossero un'arma (ma non lo sono forse?) pesi, pesetti, bastoni, cavigliere e tutto ciò che l'istruttore avrebbe voluto pur di far sparire quello stramaledetto centimetro in più sui fianchi (uno per lato, ovviamente). E il punto è che ero davvero agguerrita. Avevo una ferocia assassina, nemmeno fossi stata Ahmadinejad che incontrava per caso Bush sulla metropolitana, chiunque si era accorto che doveva starmi alla larga (ci mancava solo che urlassi "stasera ceneremo all'inferno").
E le altre donne stavano come me, giuro. Osservandole mi sono chiesta se anche loro lottassero per quei due maledetti centimetri; o contro la cellulite; o contro il doppio mento, o contro la pancia strabordante oltre la cintura. Che davvero l'edonismo occidentale ci avesse spinte in quel posto tutte per la stessa ragione?
Poi ho visto allo specchio la faccia che facevo. Era di disgusto per l'insegnante (quando impareranno gli uomini che la canotta aderente non è sexy?Specie se spuntano ciuffi di peli), oppure ero incazzata per qualcos'altro?
Ma certo, ho pensato. Noi donne andiamo in palestra per prendere a calci in culo virtualmente ciò che non possiamo prendere a calci nella realtà. La casalinga vorrebbe prendere a testate l'essere che ha sposato 20 anni prima e che ora è stravaccato sul divano convinto di essere lui e lui solo a mandare avanti la famiglia; la ragazza di 16 anni vorrebbe spaccare a testa alla professoressadi greco;quella di 24 anni che non sa come scaricare la frustrazione per il suo fidanzato (o presunto tale) fedifrago; la vecchietta che non sa con chi prendersela per la pensione troppo bassa; e probabilmente anche lo stesso istruttore questioni esistenziali (filosofia dell'abbinamento capi: con i pantaloni aderenti posso portare la canotta?Dio lo sapevo che il color rosa pesca mi fa le caviglie grosse!).
Insomma, la scoperta dell'acqua calda: rabbia e frustrazione si scaricano più o meno pacificamente mentre Gloria Gaynor canta "First be a woman", mentre tutte le sorelle del mondo si incontrano in questo luogo che nasce per il benessere fisico, dunque mentale, e che ora ospita per un tacito accordo silenzioso tutte le donne che hanno bisogno di aiuto.
Donne di tutto il mondo! Tra un addominale, e un esercizio sullo step, una corsetta laterale e un esercizio interno coscia la vita prenderà a sorridere. Raggiungerete positività, resistenza, determinazione, non ucciderete nessuno e in più avrete l'illusione di aver sconfitto il grasso. Ricomincerete a sorridere, a indossare il bikini senza farvi troppe seghe mentali, e sarete in grado di sollevare le buste della spesa con estrema facilità, per poi lanciarle in testa al malcapitato di turno che osa intralciare la vostra strada.
Donne palestrate di tutto il mondo: unitevi! October 01 Quello che sento Il tono del mio ultimo intervento è stato decisamente malinconico delirante!
La verità è che se dovessi esprimere a parole il mio stato d'animo in questo periodo lascerei pagine e pagine bianche...
Credevo che sarei stata forte, e invece mi sento un cumulo di insicurezze e di instabilità.
Sono la Sara che viaggia in lungo e in largo, sono quella che prende il massimo agli esami, quella che fa centocinquantamila cose al giorno, che lavora; sono la Sara che ha sempre un attimo di tempo per le persone che ama, e che lascia sempre il fianco scoperto.
Colpita a tradimento, dilaniata, ma mai disincantata.
Dura come una pietra.
"Fragile come i tuoi occhi", mi hai detto un giorno. E hai aggiunto che il più bel regalo che avrei fatto a me stessa sarebbe stato quello di venire a patti con questa fragilità; che il più bel regalo che avrei potuto fare agli altri sarebbe stato quello di donare loro queste fragilità.
Stronzate.
Per ora penso che il più bel regalo che potrei farmi è fare un tirocinio con i cosiddetti, imparare una terza lingua e andarmene. Beh, "scappare" sarebbe la parola più adatta. E già che ci sono, se mi voglio veramente bene, è cancellare il mio passato. Andare in un posto in cui nessuno mi conosce, fare quello che amo di più senza questo pesante nodo alla gola che da quando sono ritornata non mi abbandona un istante.
So perfettamente cosa mi manca in questo momento, ma la cosa peggiore è che so altrettanto bene che quello che mi manca è l'unica cosa che non potrò avere mai. Ho fatto una scelta. Dettata dall'istinto di conservazione, dettata dall'amore. E adesso mi trovo ad affrontare le conseguenze di quella scelta.
E penso che se non ci fossero le seconde possibilità in questo momento starei senz'altro meglio. September 24 Second chances La vita offre sempre delle possibilità. Non si può negare, questo. Nel mio caso, per non so quale ragione, mi offre continuamente delle seconde, a volte anche terze occasioni.
Che a volte è meglio non cogliere.
Proprio così. Ci sono dei casi in cui la scelta fatta, o piuttosto, quella non fatta, per paura, per ignavia o semplicemente perchè non ci andava, si rivela quella più giusta. Solo che le motivazioni, quelle vere, non le saprai mai subito, impararerai a conoscerle col tempo, e così, quando le occasioni ti si ripresenteranno rimarrai sulla tua posizione. Soffrendo, gioendo, chi lo sa? Con in più la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta, e con la speranza che, quando avverrà una situazione analoga, in cui la sostanza è sempre la stessa, ma il contesto è diverso, con la speranza, dicevo, di essere in grado di prendere una strada differente.
Per quel che mi riguarda, ora mi godo solo un meraviglioso e poetico senso di fiducia e speranza. September 12 Considerazioni sul V-Day Grazie al signor Tronchetti Provera, o chi per lui , per quasi venti giorni non ho avuto il collegamento internet. Niente di strano insomma se Beppe Grillo ha deciso di costituirsi parte civile contro la Telecom. Tutto nella norma, insomma.
A proposito del caro Beppe, l'altro giorno stavo guardando su una rete privata il V-day a Bologna ( e già che c'ero mi chiedevo perchè fanno lì le cose più interessanti, quando io sto qui a Roma, ma questa è un'altra storia). Sono assolutamente d'accordo con quello che dice, e se troverò un banchetto a Roma firmerò senza neanche starci a pensare due volte ("datemi una penna e faccio una strage!"), ma quello che mi sto chiedendo è questo: possibile che in Italia siamo arrivati a questo punto? Voglio dire è normale che abbiamo in Parlamento ancora condannati, imputati in processi, quando la cosa pubblica o semplicemente il buon senso, la dignità, e l'etica imporrebbero di stare fuori dalla politica. Ma soprattutto: come diavolo abbiamo fatto a votare anche sola una volta queste persone? So perfettamente che con il nuovo sistema elettorale sono i partiti che nominano e scelgono i candidati, ma cavolo, perchè questa storia è scoppiata solo adesso, quando sono anni che va avanti?DOVE ERAVAMO NOI? DOVE STAVO IO?
Sono contraria al populismo di Grillo, che tra l'altro non è un campione di trasparenza, ma siamo davvero arrivati ad un punto in cui c'è totale scollamento tra la classe dirigente e la piazza, eppure nessuno di questi signori si ferma un attimo a pensare "forse è il caso che ascolti, se non altro perchè alle prossime elezioni mi trombano".
E poi c'è un'altra cosa che mi ha amareggiato, ed è la consapevolezza che tra un mese ognuna di quelle persone che stava in piazza si sarà dimenticata il perchè c'è stata, se mia è stata spinta da grandi ideali. Noi italiani siamo così: c'infiammiamo facilmente, ma abbiamo la memoria piuttosta corta. Direi che non esce dal giardinetto di casa nostra. |
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